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Giugno 22, 2007
…e poi..
Giugno 15, 2007
let’s have a look!
Giugno 5, 2007
Peter Handke “NEI COLORI DEL GIORNO”
Giugno 4, 2007
“Solo fuori, nei colori del giorno io sono”
Romanziere e drammaturgo, l’austriaco Peter Handke, regala al lettore attraverso questo saggio per grandi tratti autobiografico, il suo personale viaggio di “apprendistato” alla riconquista del reale. Alla lettura si offrono pagine di grande bellezza e sobrietà; molte delle quali dedicate con particolare dedizione alla Saint-Victoire, montagna per antonomasia di Cézanne, pittore francese, che la riprende numerosissime volte come protagonista di alcuni dei suoi più noti capolavori. “Anche Cézanne, scrive Handke, agli inizi, ha dipinto quadri-spauracchio, come la tentazione di Sant’Antonio. Ma con il tempo il suo unico problema divenne la realizzazione della pura, innocente cosa terrena: la mela, la roccia, un volto umano. Il reale fu allora la forma raggiunta; che non rimpiange la fugacità delle alterne vicende della storia, ma trasmette un essere-in-pace. – Questo, e soltanto questo, è il punto cruciale per l’arte”.Nello stile limpido dello scrittore si intrecciano fili concettualmente tortuosi: non si tratta solo di descrivere la realtà delle “semplici cose terrene”, ma di riuscire a tradurre in pratica questa semplicità. La realtà non è esclusivamente un contenuto che può essere svelato attraverso l’arte, ma anche il processo attraverso il quale si realizza l’arte stessa. Tale processo sembra essere possibile per Handke e per Cézanne stesso (che non è il solo pittore citato dall’autore: sono anche presenti, infatti, Gustavo Courbet, Eduard Hopper, Marx Ernst, Magritte e Jakob van Ruisdael), se ci si schiude alla vicinanza delle cose, essendo la questione della realizzazione, allo stesso tempo anche il problema della trasmissione della prossimità, della esistenza di quel che è intorno.L’osservare la natura, assieme allo stesso percorrerla fisicamente, per Handke è presupposto necessario affinché il processo di realizzazione si concretizzi.Il testo si conclude con un’affascinante oscillazione narrativa che rimbalza dolcemente dal quadro “La grande foresta” di Ruisdael all’ampio bosco “nei pressi di Salisburgo”, attraversato a piedi e descritto scrupolosamente.
MITCH EPSTEIN (Holyoke, Massachusetts, 1952)
Maggio 23, 2007
Il lavoro di M. Epstein presenta caratteristiche che mi piacerebbe sviluppare nel mio progetto. Il gusto estetico di questo fotografo e la scelta dei soggetti delle sue foto, in genere di piccolo formato, fanno emergere anche attraverso l’uso dei colori qualcosa di inaspettato da quella che sembra la più totale naturalezza.
Epstein, impegnato non solo nella fotografia, ma anche in films e videoinstallazioni, ha pubblicato diversi libri dei suoi lavori. Trovo di particolare interesse per me “Recreation”(1973-88) e “The City”(2001).





















